STORIE DA RACCONTARE

DIARIO DI UNO SCETTICO (pre, durante e post)

Devo dire che la strada del ritorno sembra sempre più corta. Non so perché. È una di quelle leggi inspiegabili. Forse perché non ci sono più aspettative o remore, forse perché ci sono solo ricordi. E i ricordi corrono più veloci delle attese. Vico è stata splendida. Ok, ci devo andare per lavoro. Però, una rapida panoramica in internet me la faccio comunque. In fondo, non ci sono mai stato. Dall’Eco B&B Pizzicato a Vico del Gargano, dal trabucco a Peschici. E mica si può andare impreparati. Colazione, sera, tramonto, cena, notte. Intermezzi di una riunione di lavoro. Wikipedia: “Vico del Gargano,

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NOTTI MAGICHE, AFRICA E TAMBURI

Non solo l’Islanda agli ultimi Europei. Quando, in Italia, il Camerun diventò protagonista di un Mondiale 8 giugno 1990 – “Stiamo partendo, silenzio”. È una gaffe bonacciona, ma pur sempre in mondovisione, dell’immenso Bruno Pizzul a dare il via all’avventura dei Mondiali di Italia 1990. Subito prima delle immagini sullo stadio di SanSiroMeazzainMilano, un prato verde che accoglie il mondo con un gigantesco pallone e le note di “Un’estate italiana” di Giannini-Bennato. Che poi, dire note è riduttivo: quella è poesia.  “Forse non sarà una canzone  a cambiare le regole del gioco  ma voglio viverla così quest’avventura  senza frontiere e con il

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LA PRIMA VOLTA DA CAPITANO, TRA LANA E SUDORE, FREDDO E PALLONE

A Bari, nel 1947, la prima da capitano dell’Italia di Valentino Mazzola, uno dei più grandi numeri 10 della storia del calcio mondiale, forse il miglior giocatore di sempre Non aveva la fascia di capitano al braccio sinistro. Bianca e aderente. Ma la portava nel cuore. E la portava per la primissima volta in carriera, con una certa emozione. Nonostante indossasse da anni, con orgoglio, la maglia della nazionale italiana di calcio. Purtroppo, sempre e solo in amichevole: un rammarico grande, solo parzialmente riempito da quella fascia di capitano. Uscì dal tunnel degli spogliatoi dello Stadio della Vittoria di Bari

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ADESSO ZIDANE VIENE ESPULSO

Francia-Italia, 9 luglio 2006, finale dei mondiali di calcio, la prima della nostra vita, e chissà mai anche l’ultima, l’avremmo vista in trasferta. In Sardegna, in una villetta bi-familiare, con veranda -piscina – due vani – sei camere da letto. Partiamo due giorni prima. Andiamo al mare. Affittiamo una casa, ci sfondiamo di sole e poi la sera festeggiamo a bordo piscina. La rendiamo indimenticabile. L’idea era nata così per gioco. Ma perché non farlo?Francia-Italia, 9 luglio 2006, finale dei mondiali di calcio, la prima della nostra vita, e chissà mai anche l’ultima, l’avremmo vista in trasferta. In Sardegna, in

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CONNESSIONI DI SETTEMBRE

La mia è una famiglia di insegnanti. Settembre è sempre stato il mese del rientro. Al lavoro, a scuola, alle attività quotidiane. Ora, dopo diversi anni, è tempo di ricominciare. Ma, ora, il genitore sono io e in classe ci va mio figlio. Per la prima volta. La mia infanzia declinata nei mesi estivi è stata semplice, tipicamente meridionale, vagamente contadina, mediamente vacanziera. Le mie estati da bambino-ragazzo in età scolare sono trascorse più o meno tutte uguali: per carità nulla di negativo, anzi. Un senso di comunione familiare, una felicità costante e parecchio appagante, momenti che oggi hanno il

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