DIARIO DI UNO SCETTICO (pre, durante e post)

Devo dire che la strada del ritorno sembra sempre più corta. Non so perché. È una di quelle leggi inspiegabili. Forse perché non ci sono più aspettative o remore, forse perché ci sono solo ricordi. E i ricordi corrono più veloci delle attese. Vico è stata splendida.

Ok, ci devo andare per lavoro. Però, una rapida panoramica in internet me la faccio comunque. In fondo, non ci sono mai stato. Dall’Eco B&B Pizzicato a Vico del Gargano, dal trabucco a Peschici. E mica si può andare impreparati. Colazione, sera, tramonto, cena, notte. Intermezzi di una riunione di lavoro. Wikipedia: “Vico del Gargano, soprannominato il paese dell’amore”. Sarà. Però è lontano, la Puglia è maledettamente lunga. Maledettamente. E il Gargano, lì con tutta la sua esplosione di natura, verde, mare, sta lì. Bello in alto. Sarà anche il paese dell’amore, però è lontano. E io lascio a casa mio figlio che, invece, vorrei vicino.

Ok, ci devo andare per lavoro. Ma, alla fine, amo il mio lavoro, amo quello che faccio. E, allora, è un po’ come andarci per piacere, no? B&B Pizzicato, Vico del Gargano, trabucco uno qualsiasi, Peschici. Arrivo.

Ci siamo fermati su una piazzola di sosta. E la strada non è stata nemmeno così lunga, nemmeno così tortuosa. Anzi, direi comoda. Abbiamo appena lasciato alle nostre spalle Lesina, abbiamo appena toccato Varano, il secondo dei laghi del Gargano, sia per chi arriva da sud, sia per chi arriva da nord. Non possiamo lasciarci alle spalle anche Varano. Quattro frecce e giù per una foto dall’alto. Panorama mozzafiato: il verde dei monti a strapiombo nel blu del lago. Retorico? Andate a guardarlo, poi mi dite. È affascinante, non retorico. Ed è difficile spiegarlo con parole diverse. Perfino inutile. La strada per Vico del Gargano è ormai breve. Inizio a cambiare idea, sapete? La Puglia resta maledettamente lunga, ma il Gargano non è mica così lontano. Paese dell’amore, arriviamo. Con un allegra comitiva. Suona la pizzica in auto. E i suoni arrivano dalla Puglia. La pizzica ci spinge dal Salento, passando per la nostra Terra di Bari, fino al Gargano. Puglia power: è banale dite? Suona il cellulare, whatsapp, la tecnologia non ci abbandona nemmeno qui. Per fortuna. È una foto di mio figlio. È al mare. Guardo il blu del lago di Varano. Lo ritrovo lì, in una Puglia tutta bella, a poche centinaia di metri l’Adriatico. Vico, arriviamo.

Devo dire che la strada del ritorno sembra sempre più corta. Non so perché. È una di quelle leggi inspiegabili. Forse perché non ci sono più aspettative o remore, forse perché ci sono solo ricordi. E i ricordi corrono più veloci delle attese. Vico è stata splendida, la sua capacità di accoglierti e stringerti a sé è incredibile. Un giro nel centro storico a prima mattina con quelle pietre, quelle case un po’ così, abbandonate al loro destino: ti parlano e vorrebbero raccontarti della leggenda di San Valentino. Quattrocento anni di amore tra Vico, San Valentino e gli agrumi: amore che ogni anno si sostanzia in una grande celebrazione con il paese addobbato di aranci e limoni. Le vie sono strette, qui la vita scorre lenta. La tecnologia, invece, va più veloce. Ho il cuore più leggero: selfie da inviare a mio figlio che è ancora lì, in riva all’Adriatico che è anche a pochi metri da me, qualche chilometro in realtà, ma si arriva presto al mare da Vico. E poi il tramonto sul trabucco, e poi il giro a Peschici, e poi la cena. La Puglia è sempre maledettamente lunga. Ma il Gargano è più vicino. Perché è il paese dell’amore. E l’amore, così come i ricordi e la tecnologia, corre veloce. Ci tornerò. E la prossima volta porterò anche mio figlio. Magari il 14 febbraio, giorno di San Valentino, per guardare gli aranci, per toccare i limoni, per assaporare i gusti di Puglia potente, diversa, forte, oltre le difficoltà.

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